Pieces Of A Woman VS The Undoing

Il weekend che si è appena concluso ha visto due uscite in “home video” molto attese: Netflix ha proposto Pieces Of a Woman, la cui protagonista, Vanessa Kirby, è una delle stelle in ascesa del momento, dopo il ruolo della giovane principessa Margaret in The Crown.

Sky ha invece lanciato la miniserie The Undoing, offrendo per la prima volta tutte e sei le puntate in un colpo solo e permettendoci così di gustare il thriller incentrato sulla coppia Hugh Grant-Nicole Kidman, come se si fosse trattato di un lungo film.

La sfida tra queste due produzioni si è basata non solo sul fatto che si trattasse del primo lavoro in lingua inglese di due registi stranieri, l’ungherese Kornél Mundruczó e la danese Susanne Bier, ma anche sullo storico dualismo Boston/New York nonchè sul ruolo centrale di due vecchi leoni del cinema, Ellen Burstyn e Donald Sutherland…

Boston

Pieces Of A Woman

Pieces Of A Woman è la storia di una perdita che attraversa e demolisce gradualmente una coppia felice, infiltrandosi nelle solide certezze del “prima”, e annullando ogni possibile “dopo”, perchè la reazione al dolore che ne consegue diventa qualcosa di completamente diverso per i due individui. Mentre Martha si aggira come un fantasma tra le strade della città, incapace di provare alcuna emozione o sentimento, il compagno Sean sfoga invece tutta la sua sofferenza negli unici modi che conosce: alchool, sesso e rabbia.

Il piano sequenza iniziale, che racconta il travaglio ed il parto in casa, porta la pellicola in odore di nomination agli Oscar, mentre si percepisce il legame con l’esperienza diretta del regista e quei minuti interminabili e strazianti.

Vanessa Kirby, che ha ricevuto la Coppa Volpi allo scorso Festival Del Cinema di Venezia e Shia La Beouf tornato ad un ruolo intenso dai tempi di Nymphomaniac di Lars Von Trier, sono semplicemente perfetti, ma tutta la loro tensione si regge sul personaggio di Elizabeth, una Ellen Burstyn ferocemente brava come lo era stata vent’anni fa in Requiem For Dream, per la madre sotto anfetamine di Jared Leto.

Questa volta è un’anziana donna ebrea dal pugno di ferro, che usa il denaro per imporre la sua autorità e rendere le sue decisioni inopinabili per figlia Martha e il disprezzato genero Sean, di cui condanna ogni azione/reazione bocciandola come debole, sbagliata e causa della catena del dolore che li imprigiona…

Dopo uno scambio intenso tra madre figlia, quasi al termine del film, segue il suo monologo perfetto, che in meno di un minuto ci racconta una storia che potrebbe essere un romanzo dandoci un insegnamento oltre che una scossa al reagire alle difficoltà, tirando su il collo e affrontando la tragedia come unica strada per tornare a vivere.

New York

The Undoing

La cosa più bella di The Undoing è l’Upper East Side di Manhattan…Non avevo bisogno di conferme in merito, anche se la cosa più interessante delle prime quattro puntate è tutta negli appartamenti in cui si svolge la vicenda: dalla tapezzeria di De Gournay sulle pareti della camera da letto dei coniugi Grace e Jonathan, al quadro di Francis Bacon appeso sopra il camino dell’immenso soggiorno le cui finestre sembrano le navate di una chiesa nell’appartamento di Franklin, il padre di Grace…

Sì perchè, nonostante la sceneggiatura solida, tratta dal romanzo “Una Famiglia Felice” , scritta ed ideata da David E. Kelly, reduce dal successo planetario di Big Little Lies, quello che poteva essere un intrigante rompicapo si riduce ad un puzzle per bambini, dove ogni pezzo va velocemente al suo posto in maniera scontata e quasi noiosa…

Nicole Kidman può giocare soltanto sulla potenza del suo sguardo e di quegli occhi che sembrano l’unica cosa ancora animata sul viso ormai completamente bloccato dal botox: una statua di cera avvolta da una parrucca di riccioli rossi e dai cappotti che dai toni del viola raggiungono la meraviglia in quello di velluto verde per cui sembra essere uscita da un quadro preraffaelita…

Hugh Grant passa l’esame quasi a pieni voti nel suo primo ruolo da vero cattivo, nascosto dietro l’aura del medico irreprensibile, marito devoto e uomo affascinante dal classico british humor, rifacendosi ai celebri personaggi dei thriller anni ’80, basti pensare al Jeff Bridges di Doppio taglio, al Michael Douglas di Attrazione Fatale, passando per il Jeremy Irons de Il Mistero Von Bulow…

Donald Sutherland

Eppure spicca su tutti Donald Sutherland, il magnate Franklin Reinhardt, che utilizza la sua infinita disponibilità economica per permettere uno stile di vita da rivista ai coniugi Fraser inizialmente e poi a preservare la felicità della figlia Grace, pagando il miglior avvocato della città per difendere quel genero che non ha mai amato…

Il capofamiglia dà udienza a poliziotti e parenti alla Frick Collection, il museo sulla Quinta Strada fronte Central Park, davanti al dipinto di Turner Il Porto di Dieppe, come a voler simboleggiare l’unico luogo sicuro durante la tempesta e bastano i trenta secondi in cui si auto definisce un “old fashioned cocksucker” pronto a tutto per proteggere i suoi cari, per ricordarci che quello sguardo luciferino ha contribuito a rendere Donald Sutherland uno dei migliori cattivi della storia del cinema.