Black Lives Matter

Il Vecchio Mondo tarda a morire, quello Nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i Mostri.

Galleggia sulla Darsena, a Milano, questo tag che un mio amico ha fermato in un bellissimo scatto qualche giorno fa. Non so se il murales fosse presente già prima del lockdown, sicuramente non ci avevo fatto caso, come a tante altre cose a cui non presto attenzione, pur avendole davanti agli occhi.

Milano, photo by Stefano Ghittoni

Il presente di (quasi) tutti noi è incastrato tra questi due universi che si combattono, dove il Vecchio è talmente radicato, talmente aggressivo nelle sue manifestazioni, che i suoi atti di forza soffocano sul nascere qualsiasi tentativo del Nuovo di librarsi verso orizzonti più respirabili. Ed intanto noi stiamo soffocando nelle attese, incastrati nell’esitazione subito prima del salto, perchè sono state già troppe le cadute, mentre gli anni passavano con lo sfiorire delle promesse.

Il Vecchio Mondo è sempre qui, con la sua violenza, con le sue differenze di razza e religione, di ricchi contro poveri, del merito che non è premiato, del lavoro precario e senza tutele, dell’ingiustizia pura e semplice di cui siamo stati tutti spettatori, o vittime a fasi alterne, persino di questa pandemia, i cui effetti mieteranno più vittime del virus stesso.

Cosa ha a che fare con me? Ci siamo chiesti tutti almeno una volta…Cosa c’entrano con la mia vita la fame nel mondo, la deforestazione dell’Amazzonia, i milioni di posti di lavoro persi ogni anno, l’ennesimo default dell’Argentina, la minaccia nucleare della Corea, i terroristi islamici, i senatori e i politicanti, un poliziotto che affonda il suo ginocchio nel collo di un uomo ammanettato, per otto minuti e quarantasei secondi, fino a fargli perdere i sensi, fino a che non ha più fiato per urlare:

I Can’t Breathe

fino ad ucciderlo mentre il suo collega guarda nella camera dei telefoni che lo stanno riprendendo? Cosa ci (col)lega a Minneapolis, città del Minnesota famosa soltanto per il freddo polare e perchè segregazione razziale e altissimo tasso di criminalità vanno a braccetto dalla notte dei tempi, e al fatto che George Floyd è l’ennesimo afroamericano vittima di un sistema da riconsiderare? La risposta è nel Mondo Vecchio, invecchiato, incancrenitosi su se stesso mentre tutti noi ci stiamo ancora aggrappando ad esso.

Minneapolis Riot 2020

Bret Easton Ellis dice che il grande imputato della cultura contemporanea è il maschio bianco privilegiato e ha assolutamente ragione, nel bene e nel male. Tutti noi vorremmo essere, o siamo, o vorremmo uccidere il Privileged White Man. Perchè nel migliore o nel peggiore dei mondi possibili allora potremmo giocare la nostra partita ad armi pari con la vita.

Se non fossimo più donne ma maschi bianchi privilegiati, non staremmo a combattere per l’emancipazione, o a dover scegliere tra un lavoro, dei figli o una vita sentimentale, se non fossimo più dei giovani immigrati non dovremmo combattere tutta la vita per un riscatto sociale, morale o anche solo per esistere, se non fossimo nati nella parte sbagliata del pianeta non moriremmo prima dei quarantanni, se non fossimo dei non privilegiati non saremmo neanche più dei violenti corrotti ed ignoranti fanatici che si nascondono magari dietro un distintivo per sfogare la loro frustrazione ed i loro fallimenti.

Il Mondo Nuovo tarda a comparire semplicemente perchè nessuno ha il coraggio di guardarsi allo specchio. O semplicemente perchè nessuno ha coraggio.

Volevo che tu vedessi cos’è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede.

Il Buio Oltre La Siepe, Harper Lee

EN

“The Old World is slow to die, the New World is slow to appear. And in this chiaroscuro the Monsters are born.”

This tag that a friend of mine stopped in a beautiful shot a few days ago floats on the dock in Milan. I don’t know if the mural was already present before the lockdown, surely I hadn’t noticed it, like many other things I don’t pay attention to, even though I have them in front of my eyes.

The present of (almost) all of us is wedged between these two universes that fight each other, where the Old is so rooted, so aggressive in its manifestations, that its acts of force suffocate in the bud any attempt by the New to hover towards more breathable horizons . Meanwhile, we are suffocating in the expectations, stuck in the hesitation just before the jump, because there have already been too many falls, while the years passed with the fading of promises.

The Old World is always here, with its violence, with its differences of race and religion, of rich versus poor, of the merit that is not rewarded, of precarious and unprotected work, of the pure and simple injustice we have been all spectators, or alternate victims, even of this pandemic, the effects of which will reap more victims of the virus itself.

What does it have to do with me? We have all wondered at least once … What does world hunger, deforestation of the Amazon, millions of jobs lost every year, yet another default of Argentina, the nuclear threat of Korea have to do with my life? Islamic terrorists, senators and politicians, a policeman who sinks his knee into the neck of a handcuffed man, for eight minutes and forty-six seconds, until he becomes unconscious, until he has no breath left to scream: I Can’t Breathe

..to the point of killing him while his colleague looks telephones cameras that are picking him up? What binds us to Minneapolis, a city in Minnesota famous only for the polar cold and because racial segregation and very high crime rates have gone hand in hand since the dawn of time, and to the fact that George Floyd is yet another African American victim of a system to reconsider? The answer is in the Old World, aged, gangrenous on itself while all of us are still clinging to it.

Bret Easton Ellis says that the great defendant of contemporary culture is the privileged white male and he is absolutely right, for better or for worse. We all would like to be, or we are, or we would like to kill the Privileged White Man. Because in the best or worst of the worlds then we could play our game on equal terms with life.

If we were no longer women but privileged white males, we would not be fighting for emancipation, or having to choose between a job, children or a love life, if we were no longer young immigrants we would not have to fight a lifetime for social redemption , moral or even just to exist, if we weren’t born in the wrong part of the planet we wouldn’t die before forty, if we weren’t underprivileged we wouldn’t even be violent corrupt and ignorant fanatics who maybe hide behind a badge to vent their frustration and their failures.

The New World is slow to appear simply because nobody has the courage to look in the mirror. Or simply because nobody has courage.

“I wanted you to see what real courage is, instead of getting the idea that courage is a man with a gun in his hand. It’s when you know you’re licked before you begin, but you begin anyway and see it through no matter what.” To Kill A Mockingbird, Harper Lee