Rip Joel Schumacher

Quando ieri ho letto della dipartita di Joel Schumacher dopo una lunga lotta contro il cancro, il dispiacere è stato accompagnato dalla sensazione che la notizia non avrebbe suscitato grandi moti di emozione e celebrazioni varie come di solito accade a quasi tutti i grandi del cinema.

Joel Schumacher

Questo è sicuramente dovuto al fatto che la sua prolifica carriera da regista è stata azzoppata quando negli anni novanta ha diretto i due Batman peggiori della storia, dove, nel vestire i panni di Bruce Wayne, un anonimo Val Kilmer prima ed un grasso George Clooney poi, capitombolavano nel ridicolo insieme a tutti i vari personaggi.

A poco è servito il successo di alcuni drammi da tribunale tratti dai romanzi di John Gisham, che andavano per la maggiore in quel periodo, penso a Il Cliente con Susan Sarandon o a Il Momento di Uccidere con Matthew McConaughey e Sandra Bullock, e nemmeno l’aver regalato a Nicholas Cage la miglior pellicola della sua carriera dopo Cuore Selvaggio, se ricordo 8mm Delitto A Luci Rosse.

C’è poi un altro elemento che probabilmente non gli ha fatto conquistare le simpatie dei più: il fatto che, pur essendo dichiaratamente omosessuale, non sia mai diventato un attivista ed un sostenitore della causa attraverso le sue pellicole, ma, al contrario, la sua produzione si sia distinta per il machismo e la violenza tipici di un repubblicano conservatore piuttosto che di un gay democratico. Se da un lato amo le contraddizioni, dall’altro non credo che dovesse essere punito così severamente per non essersi fatto paladino di ciò che lo riguardava in prima persona.

Detto questo bastano i suoi due cult assoluti per assolverlo da qualsiasi colpa, se mai ne abbia avuta alcuna…Il primo è St Elmo’s Fire, che battezzò Demi Moore, Rob Lowe ed Emilio Estevez come gli esponenti principali del Brat Pack, ovvero quel gruppo di golden boys che divennero gli idoli della gioventù degli anni ’80 grazie a film manifesto di un’intera generazione.

St Elmo’s Fire

Il neologismo fu coniato da David Blum in un articolo che scrisse sul New York Times proprio nel 1985, anno di uscita della pellicola di Schumacher, giocando con l’espressione rat pack con cui, a cavallo fra gli anni ’50 e ’60 Lauren Bacall aveva soprannominato la sua cerchia ristretta di colleghi ed amici. Frank Sinatra, Humphrey Bogart, Spencer Tracey, Judy Garland e Dean Martin erano accomunati da anticonformismo e indifferenza a qualsiasi tipo di critica, amavano divertirsi fino a tarda notte come per urlare al mondo la loro indipendenza, l’ammirazione reciproca e l’avversione per la noia.

Presentato in concorso al Festival Di Cannes, nel 1993 Schumacher sigla uno dei capolavori del cinema di quegli anni: ” Un Giorno Di Ordinaria Follia”.

Falling Down

Grazie alla perfetta interpretazione di Michael Douglas, il protagonista che si muove in una Los Angeles rovente e arroventata dalla rabbia, dall’emarginazione e dalla disuguaglianza sociale, delinea uno dei ritratti più riusciti degli Stati Uniti e dell’ Angry White Male, misogino razzista intollerante, traghettato verso l’odio ed il rancore perchè vittima di ingiustizia.

Falling Down, questo il titolo originale, è una discesa agli inferi che continua ad essere incredibilmente attuale e, come accade alle perle rare, scava e nutre gli angoli bui dei nostri animi.

Questa sera lo riguarderò per l’ennesima volta e sarà forse il modo migliore per salutare un grande del cinema.

EN

Yesterday, when I read about Joel Schumacher’s departure after a long fight against cancer, the displeasure was accompanied by the feeling that the news would not have aroused great motions of emotion and various celebrations as happens to almost all the greats of the cinema.

This is certainly due to the fact that his prolific directorial career was crippled when in the nineties he directed the two worst Batman in history, where a fat George Clooney, aka Bruce Wayne, fell into ridicule together with all the various characters.

The success of some of his courtroom dramas taken from the novels of John Gisham, which were popular at that time, The Client with Susan Sarandon or The Moment of Killing with Matthew McConaughey and Sandra Bullock, wasn’t enough like having given Nicholas Cage the best film of his career after Wild At Heart, if I remember 8mm.

Then there is another element that probably didn’t make him win the sympathies of most: the fact of being openly homosexual, didn’t make him an activist and a supporter of the cause through his films, but, on the contrary, his production was distinguished by the machismo and violence typical of a conservative republican rather than a democratic gay. If on one hand I love contradictions, on the other I believe that he should not have been punished so severely for not being a champion of a cause that concerned him personally.

Having said that his two absolute cult movies are enough to absolve him from any fault, if he ever had any … The first is St Elmo’s Fire, which baptized Demi Moore, Rob Lowe and Emilio Estevez as the main exponents of the Brat Pack, that group of golden boys who became the 80s teen idols thanks to an entire generation’s manifesto film.

This neologism was coined by David Blum in an article he wrote for the New York Times in 1985, the year of Schumacher film release, playing with the expression rat pack whereby, at the turn of the 50s and 60s, Lauren Bacall had nicknamed her colleagues and friends inner circle. Frank Sinatra, Humphrey Bogart, Spencer Tracey, Judy Garland and Dean Martin were united by nonconformity and indifference to any type of criticism, they loved to have fun until late at night as if to scream their independence, mutual admiration and aversion to the world boredom.

Presented in competition at the Cannes Film Festival, in 1993 Schumacher signed one of the masterpieces of cinema of those years: “Falling Down”.

Thanks to the perfect interpretation of Michael Douglas, the protagonist who moves in a hot Los Angeles, red-hot with anger, marginalization and social inequality, outlines one of the most successful portraits of the United States and of the Angry White Male, intolerant racist misogynist , ferried towards hatred and rancor because victim of injustice.

This descent into hell continues to be incredibly current and, as happens to rare pearls, digs and nourishes the dark corners of our souls.

This evening I’ll watch it for the umpteenth time and it will perhaps be the best way to greet a great movie.