If Not Now, When?

In queste settimane il mio jet lag si è assestato su quello statunitense perchè in generale le cose che arrivano da oltreoceano sono quelle che mi divertono ed interessano maggiormente. Il leitmotiv preferito delle varie celebrities di cui ho seguito interviste, dirette e performance è unicamente

We’re All In This Together

Nell’immediatezza di questa frase c’è tutta la verità della quarantena a reti unificate ma anche tutto il suo contrario, se si analizza come la reazione al virus sia così diversa. Anzitutto i Paesi stanno adottando le misure più disparate senza avere una reale strategia, ma soprattutto la loro prospettiva è così miope che vede in lontananza e sfocato il vaccino come unico punto di approdo.

Così ognuno dei cinquanta Stati a stelle e strisce sta facendo di testa propria, mentre il Presidente Trump si schiera a favore dei manifestanti anti lockdown. L’Europa Unita si è di nuovo sgretolata e ciascun pezzo cerca di fare i compiti a casa proprio come quei secchioni sfigati che a scuola non fanno copiare il vicino di banco come se si stessero prendendo una rivincita sulla loro vita. La Cina è lontana ed i suoi dati non sono affidabili per mille motivi diversi, il resto dell’Oriente è un buco nero e speriamo che l’Africa venga risparmiata almeno da questo supplizio, mentre del Sud America non ce ne frega nulla.

Infine c’è l’Italia, con le sue lotte intestine e quel suo andare allo sbaraglio sempre e comunque che ha consegnato questo Paese a furbetti del quartierino e mafiosi da tempo immemore.

Nazioni e Nazionalismi. Questo è il problema. Manca una visione d’insieme, un progetto comune ed una spinta decisiva al rinnovamento.

La gente dovrebbe rendersi conto che se unisse tutti gli elementi che ha a disposizione leggerebbe tra le righe la risposta giusta. Guardate Facebook, per esempio: c’è gente che posta i video di come l’inquinamento degli allevamenti intensivi abbia contribuito alla diffusione del virus, c’è chi mette like alle fotografie dei pesci tornati a nuotare nei canali di Venezia incredibilmente limpidi, chi si è dato allo yoga e alla meditazione, chi predica l’armonia, chi si filma durante il workout casalingo.

Vedete che la risposta è davanti a noi? Il nostro corpo è un tempio, è nostro dovere rispettarlo nutrendolo in modo sano ed equilibrato così da renderlo più forte e mantenerlo giovane, invecchiando gentilmente ed essendo preparati a combattere le malattie.

Ora sostituite il termine “corpo” con “Paese” o con “Pianeta”.

Peccato che la nostra schizofrenia ci induca ad allenarci tantissimo e a mangiare male, a fumare ed alcolizzarci per compensare altri vuoti, a seguire regimi detox salvo poi condividere il giorno dopo foto di cibi sfornati da 2000 kcal a porzione, a piangere per gli animali mandati al macello e all’aria irrespirabile delle nostre città, ma a non voler rinunciare alla grigliata di Pasqua anche sul balcone, mentre siamo sicuri che l’automobile sarà il nostro scudo migliore quando torneremo a recarci al lavoro.

La stessa schizofrenia delle nostre vite è la schizofrenia dei Paesi e dei continenti del pianeta Terra: siamo dei pesci rossi impazziti che nuotano nella melma e se sopravviveremo non sarà per un vaccino, ma perché il nostro padrone avrà cambiato l’acqua nella boccia di vetro.

Ricordiamoci che il nostro padrone siamo noi, se, fino a prova contraria, viviamo in una democrazia…Modificare il nostro stile di vita, farlo radicalmente nel quotidiano a partire da adesso è l’unico inizio possibile

The biggest loss in the end is if we come out on the other side of this unchanged.

Non solo bisogna pensare ad un capitalismo totalmente diverso, ma bisogna attuarlo subito! Certo è solo sempre una questione di soldi, ma ” Il denaro non si fa nè si perde, semplicemente si trasferisce da un’intuizione ad un’altra“. Lo sforzo comune può far diventare realtà l’illusione che ogni giorno vagheggiamo di un mondo più pulito. Più questa illusione diventa reale più in tanti la vorranno e gli interessi si concentreranno su di essa, dandole sempre maggior concretezza. E’ l’unica leva che abbiamo su quell’ 1% del mondo che possiede la ricchezza globale e resta sostanzialmente immune da qualsiasi pandemia, ma ben attento a spostare i suoi investimenti laddove si generino nuovi profitti.

Ho ascoltato con interesse il podcast di Voguecon l’intervista al presidente e amministratore delegato di Yoox Net-A-Porter Group.

Ora, tolto il fastidioso approccio iniziale del sentirsi figo perchè noi ” super tecnologizzati” tra smart working, video conference e logistica gestita dai robot già da tempo ” abbiamo le spalle abbastanza larghe per uscire (quasi) indenni dalla crisi che è alle porte”, Federico Marchetti ha fornito una formula che potrebbe essere molto utile al processo di rinnovamento del sistema, insomma ai filtri dell’acquario

O2O+C2C= EC²

In questa equazione che sintetizza al meglio la strategia dell’omnichannel marketing, dove O sta per Online to Offline e C per Content to Commerce dando come risultato un e-commerce al quadrato, potrebbe essere l’impianto su cui organizzare consumi e servizi del motore economico che si andrà a riavviare. L’investimento nella tecnologia è fondamentale sia nei comparti maggiori, penso a scuola e sanità pubbliche, sia nelle catene della grande e piccola distribuzione. Il content, a seconda dei settori dovrebbe essere basato sull’informazione utile, l’intrattenimento costruttivo e sulle esigenze reali (non presunte, nè indotte) del cittadino. La riconversione del settore produttivo in beni di consumo sani ed eticamente sostenibili, che si tratti di cibo, abiti o farmaci farà il resto, cioè tutto .

Nella bellissima miniserie Unhortodox, viene ripresa l’ antica citazione del rabbino Hillel, che Primo Levi fece sua nel titolo del suo romanzo: ” Se Non Ora Quando”. Per me queste parole sottolineano da sempre l’urgenza di agire, di partecipare al cambiamento, di combattere per quel tempio che è il nostro corpo, la nostra casa, il nostro Paese, il nostro Pianeta.

If I am not for myself, who is for me? And being for my own self, what am ‘I’? And if not now, when?

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Simona Rota Big Exit, 2009

 

Un pensiero su “If Not Now, When?

  1. Pingback: The Trial Never Ends.. | Mardou' s Thinking About Shoes

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