Invisible Monsters

Vent’anni fa divoravo le pagine del miglior libro che Chuck Palahniuk abbia mai scritto e per cui poi ho letto tutti gli altri, il primo giorno della loro pubblicazione in Italia, come segno di riconoscenza del suo genio.

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Invisible Monsters, Chuck Palahniuk

Alla me appena adolescente di quel periodo, piena di interrogativi a cui non saprei dare una risposta nemmeno oggi, Invisible Monsters descriveva un mondo forzato all’estremo nel raggiungimento di bellezza soldi ed indipendenza, in una società che ci illude di poter scegliere liberamente.

Quand’è che il futuro è passato dall’essere una promessa all’essere una minaccia?

Questa frase non ha mai smesso di ossessionarmi, da quando è spuntata fra le pagine del romanzo, per tutti questi anni difficili, in cui il futuro è stato fagocitato dal presente e dimenticato nel passato.

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Ina Jang, Jalouse April 2012, Saint Laurent shoes

Una domanda retorica, nata all’ombra dell’anno 2000 e della paura per il Millennium Bug, è sorvolata sulle Torri Gemelle dell’ undici settembre, fino a planare sui mutui subprime nel 2008, per poi spiccare il volo verso il cielo inquinato della Cina il cui contagio si è diffuso come un tornado sul resto del mondo.

Ho capito, a mie spese, che il futuro è sempre stato una minaccia, perchè il “Dopo” è ciò che bisogna davvero temere. Stress Post Traumatico.

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Ina Jang for Jalouse April 2012, Lousi Vuitton Shoes

Ognuno di noi trova inspiegabilmente la forza di combattere una malattia, di sopravvivere alla morte di una persona cara, di continuare a dormire dopo un licenziamento, a ridere durante una conversazione, ad appassionarsi per un libro, un film, una serie tv anche se ci si trova nel bel mezzo di una pandemia.

La vera difficoltà sta tutta nel compiere il primo passo verso il domani, quando avremo incassato il colpo e dovremo rimetterci in piedi.

Che siano le porte di un ospedale dopo le dimissioni, l’ingresso in una casa che conserva soltanto l’eco dei passi di un fantasma, l’ascensore di un ufficio che non ci farà più salire, o il marciapiede da cui scendere per attraversare una strada diversa o semplicemente quella di sempre, la minaccia ci aspetta lì, nel varcare la soglia per una nuova prima volta.

Se vedi il futuro, digli di non venire.

Gian Luca Favetto

Oggi vorremmo restare così, in questo tempo sospeso, aggrappandoci disperatamente al qui e ora.

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Ina Jang for Jalouse, April 2012

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