#IoRestoACasa

Qual è stata la prima cosa bella di questa Settimana 1 di quarantena?

Dopo aver disfatto la valigia, dopo telefonate e messaggi da ogni parte del mondo, notiziari e comunicati governativi seguiti in streaming, letture condivise tra innumerevoli tazze di te, la pratica quotidiana dello yoga e una buona dose di sonno arretrato, l’ #AperiDome è entrato di diritto in vetta alla classifica delle cose migliori di questi giorni.

Dome è un’istituzione a Torino e sicuramente una delle persone che più mi mancano da quando mi sono trasferita: chiunque lo conosce, e quasi tutti hanno almeno un aneddoto da raccontare circa qualche momento assurdo o semplicemente divertente trascorso insieme.

Per me lui è da sempre un fratello maggiore: da ragazzina, era il “fidanzato grande” di un’amica del liceo, poi, dopo la (mia) maggiore età, è diventato il compagno godereccio di infinite serate  ed altrettanti infiniti afterini. Senza contare il fatto che se da sempre sono insofferente al mare ligure, con lui le settimane ad Alassio erano roba da antologia.

Tutto all’insegna dell’ottima musica, di film mai visti prima, ma soprattutto di tante, tantissime risate.

Quante albe memorabili dalla precollina torinese.. 😉

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Torino, 2008

Fotografo e testimone principale della movida cittadina, regala emozioni da brividi anche quando è lui a mettere la musica…Ed è proprio quello che sta facendo, in questi giorni, ogni sera dalle 19.00 in diretta su Facebook in un dj set trasmesso da casa sua.

Ieri sera si è trattato di un vero e proprio amarcord, non soltanto per me, ma per tutte le persone che via via si sono connesse e hanno messo il volume al massimo mentre Dome mixava la colonna sonora dei nostri vent’anni.

Il top è stato raggiunto con il pezzone “Torino Is Burning“, che stava alla scena musicale della città post Olimpiadi 2006 come “Il Pagante” di Miss Keta sta alla nuova Milano da bere dell’era pre pandemia.

Incredibile rendersi conto di come in quegli anni, io fossi, molti di noi fossimo quella canzone, quella vita spensierata, delle chalettine, di Corso Fiume, della Mini Cooper benzina, e di quella manciata di locali che erano la nostra seconda casa dal giovedì alla domenica. Già allora a Formentera c’erano solo torinesi, le notti d’estate in Sardegna al Pevero “spingevano di brutto” almeno quanto il 30 dicembre al Black Sun di San Sicario, perchè alla fine il capodanno è sempre stato da sfigati…;-)

Non sono i libri che vi mancano, ma alcune delle cose che un tempo erano nei libri. Le stesse cose potrebbero essere diffuse e proiettate da radio e televisioni. Ma ciò non avviene. No, no, non sono affatto i libri le cose che andate cercando. Prendetele dove ancora potete trovarle, in vecchi dischi, in vecchi film, e nei vecchi amici; cercatele nella natura e cercatele soprattutto in voi stessi. I libri erano soltanto una specie di veicolo, di ricettacolo in cui riponevamo tutte le cose che temevamo di poter dimenticare. Non c’è nulla di magico, nei libri; la magia sta solo in ciò che essi dicono, nel modo in cui hanno cucito le pezze dell’Universo per mettere insieme così un mantello di cui rivestirci. Naturalmente, non potevate sapere tutto ciò, così come non potete ancora comprendere che cosa io intenda precisamente quando dico tutto ciò.

Ray Bradbury

Parafrasando questo brano da Fahrenheit 451, l’ #AperiDome è un veicolo musicale in cui si compie una piccola magia grazie al fondersi di ricordi, felicità e malinconia, tempo ritrovato e perduto.

CI STA.

 

 

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